Anche se non ce ne accorgiamo, la nostra vita è permeata da una teoria fisica, la meccanica quantistica, e da una teoria matematica, la crittografia. Senza la fisica dei quanti non avremmo computer né telefoni cellulari. La crittografia, poi, è diventata pervasiva: siamo circondati da microfoni e telecamere, e facciamo un uso quasi ininterrotto di e-mail, transazioni bancarie online e social.
Nei mondi della scienza, dell’informazione e dell’impresa si parla insistentemente del computer quantistico, che, grazie ai principi rivoluzionari che ne regolano il funzionamento, si dice, saranno progettati principalmente per implementare tecniche di crittografia quantistica per un uso civile a garanzia di una comunicazione sicura e a protezione dei dati personali. Nello stesso tempo le agenzie per la cybersicurezza di molti stati stanno sviluppando e implementando gli stessi principi in nuovi strumenti, che potranno essere impiegati per applicazioni militari, di sicurezza o di sorveglianza.
Cercando di saperne di più, si entra non solo nel dibattito relativo all’uso duale della tecnologia ma, data la natura del tutto speciale della teoria fisica in gioco, si finisce per addentrarsi addirittura nei quesiti millenari della filosofia: esiste lo spazio? La realtà è quella che vediamo? Cosa vuol dire osservare?
Vecchia esattamente di cento anni, la meccanica quantistica è forse
l’unica teoria scientifica che ha bisogno di un’interpretazione, ossia di una chiave di lettura che guidi chi la studia alla comprensione della visione del mondo che da essa scaturisce. Ma di interpretazione, scopriamo, non ce ne è una sola: oltre a quella detta “di Copenhagen”, sviluppata essenzialmente da Niels Bohr e Werner Heisenberg, egemone fino a pochi decenni fa, ce ne sono altre, vecchie e nuove, che stanno attraendo sempre più interesse.
Come orientarsi? Insieme a Riccardo Adami* proveremo a sfidare il pessimismo del grande fisico Richard Feynman, secondo il
quale nessuno capisce la meccanica quantistica, provando invece a capirci qualcosa e a riflettere sull’importanza del gesto stesso di capirci qualcosa.
* Riccardo Adami è un fisico matematico. Si è formato all’Università di Roma La Sapienza e all’Ecole Normale Supérieure di Parigi. La sua ricerca si concentra su aspetti modellistici e fondazionali della meccanica quantistica. Collabora con diversi gruppi scientifici internazionali, tra i quali uno presso l’Université Sorbonne, uno presso la Kyung Hee University a Seul. È stato professore visitatore presso diverse istituzioni scientifiche, tra le quali la University of California at Berkeley e a Ludwig-Maximilians-Universität München. Attualmente è professore ordinario e titolare dei corsi di Matematica per l’Ingegneria Quantistica e di Crittografia Quantistica presso la Laurea Magistrale in Quantum Engineering del Politecnico di Torino. La sua recente pubblicazione è Il codice di Schrödinger. Come la meccanica quantistica ha rivoluzionato la fisica, la filosofia e la tecnologia (Edizioni Dedalo, 2025)