Educare al gusto musicale? Oltre il canone, a partire dalla pratica

Come trovare un piano di incontro tra gusti musicali diversi? La risposta di Jacopo Tomatis è che l’unico terreno realmente condivisibile è la possibilità di giustificare ciò che piace, trasformando il gusto da opinione individuale in oggetto di comprensione e poi di divulgazione. Questo passaggio – dal personale alla condivisione – rappresenta la soglia critica dell’educazione musicale contemporanea.

Jacopo Tomatis distingue quindi due livelli formativi: quello della formazione primaria, per cui l’obiettivo non è trasmettere un canone, bensì fornire competenze pratiche che permettano di capire come la musica funziona; e quello della formazione avanzata in cui, invece, l’esistenza di un canone richiede una sua problematizzazione.

L’errore, sostiene Jacopo Tomatis, è credere che la grande tradizione possa essere recepita senza il lavoro preliminare sulle competenze musicali. Il canone deve essere l’ultima lezione, non la prima: un patrimonio culturale critico, non una verità imposta – un testo di un autore non è “figo a prescindere”.

Ma qual è, ancora oggi, il peso della tradizione nelle istituzioni educative? Perché, anche là dove l’attenzione alle tematiche di inclusione o di genere è elevata, il canone rimane spesso intoccabile? Per Jacopo Tomatis, educare al gusto musicale significa anche rendere visibili la persistenza di gerarchie implicite nella storia della musica.

(10, continua)

Video appartenente alla cena: