Excursus – La formazione degli insegnanti: la vittima principale è lo studente

Il PTOF (Piano Triennale dell’Offerta Formativa) è una pratica didattica paradossale: una pianificazione a lungo termine di un percorso educativo che, per sua natura, dovrebbe adattarsi ai bisogni di crescita, e in continua in evoluzione, degli studenti.

Come superare l’esperienza “psicotica”, di perdita di contatto con la realtà viva di chi apprende? Che fa appunto della scuola uno spazio di “inclusione”, in senso peggiore, un’esperienza di chiusura, un claustrum – da inclaudere, un chiudere dentro. Come costruire una scuola, uno spazio educativo, per assolvere alla sua finalità costituzionale – «la scuola è aperta a tutti» (Art. 34) – e, quindi, valorizzare la differenza di ciascuno e di tutti, insieme?

Di quale formazione degli insegnanti c’è bisogno? Sulla formazione e il reclutamento del corpo docente pesano le scelte della politica. La scuola italiana si regge su un sistema di scarso riconoscimento economico dell’insegnante, su uno scarso investimento nello suo sviluppo professionale e, infine, sullo sfruttamento del precariato.

In questo scenario, i docenti sono vittime di questo sistema, che li sfrutta, li seleziona male e li riconosce poco, sia sul piano professionale che economico. E, di questa situazione, molteplici sono i decisori, sindacali e politici, responsabili. Ma «la vittima principale rimane lo studente. E non esiste un diritto all’insegnamento. Ma all’apprendimento sì».

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