La politica della rappresentazione – la manipolazione, la creazione dell’immagine territoriale o urbana – è diventata oggetto sistematico dell’attività di governo della città, il vero motore della sua trasformazione e, anzitutto, di crescita economica.
Ma l’invenzione del branding territoriale, la promozione del marchio urbano come tentativo di governo di una città – ad esempio, la trasformazione urbana di Torino, da città industriale a città della cultura, della ricerca e degli eventi – presenta difficoltà che, per Alberto Vanolo, ne sottolineano la dimensione politica, appunto. Perché trasferire una strategia di marketing, che ha a che fare con oggetti, con merci, alla realtà di un territorio, uno spazio difficile da scindere dalle persone che ci vivono, non è infatti un’operazione innocente.
La logica promozionale del marketing urbano – dell’attrattività dell’immagine in relazione con un territorio – che si accompagna a mutamenti economico-sociali, tecnologici e culturali, non è esente a sua volta dalle contraddizioni e dalle tensioni sociali che si producono in conseguenza di quello stesso processo di trasformazione.
Il governo della città che persegue la valorizzazione economica attraverso la promozione simbolica dell’immaginario urbano – e soprattutto nella dimensione del quartiere – quali conseguenze ha sulla fruizione dell’esperienza urbana nella città capitalistica contemporanea? Quale esperienza urbana è offerta a coloro che la vivono, non solo nella prospettiva dei flussi globali del viaggiare turistico, ma in quella dei percorsi quotidiani dell’abitare e del lavorare?
(2, continua)
Video appartenente alla cena:
Cena Nº104
L’immagine delle città. Alcune riflessioni sulla politica della rappresentazione
con Alberto Vanolo