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In tempi recenti, e con una rapidità inattesa, in città la socialità dello spazio pubblico ha subito una profonda trasformazione. «La tendenza generale, non solo a Torino, ma nel mondo è la sottrazione dello spazio pubblico. Le città sono sempre meno spazi di consumo collettivo e sempre più spazi di consumo privato» (Alberto Vanolo). Una diffusa idea di “pericolosità” dello spazio pubblico è il fattore cruciale sotteso a questa generale tendenza alla privatizzazione. «La paura è un industria che vende».
La privatizzazione quali conseguenze viene ad avere sull’immagine notturna di una città come Torino? Come si è trasformata la scena notturna torinese in funzione di una logica economica che mira a estrarre il più possibile valore dal consumo della notte? A quale disciplinamento è stata assoggettata la realtà sociale più radicale, alternativa, “notturna” in senso stretto, come quella dell’infrastruttura culturale dei centri sociali? Ma anche quali modalità di controllo vengono messe in atto sui fenomeni della marginalità sociale, della devianza, e anche sulle forme di aggregazione giovanile – informale, spontanea e notturna – di occupazione dello spazio pubblico?
Infine, la politica dell’“immagine della città”, che risponde a modelli di riferimento su scala globale ed è, appunto, impronta a una logica di commercializzazione dello spazio urbano, è così pervasiva da riuscire a “normalizzare” (gentrification) le stesse esperienze di riappropriazione comunitaria degli spazi di un quartiere – che è invece «il primo passo fondamentale di qualsiasi rivendicazione politica».
(6, continua)
Video appartenente alla cena:
Cena Nº104
L’immagine delle città. Alcune riflessioni sulla politica della rappresentazione
con Alberto Vanolo